Un cittadino che acquista beni o servizi con un contratto a distanza ha il diritto di recedere entro 7 giorni lavorativi e non deve pagare penalità né indicare il motivo del recesso dal contratto. Le uniche spese che gli possono essere imputate sono quelle di spedizione della merce al fornitore. Lo ha comunicato la Corte di Giustizia dell'Unione Europea sottolineando che soltanto ad alcune condizioni, il pagamento di un'indennità compensatrice può essere imposta al consumatore, e cioè quando utilizza un bene acquistato in modo incompatibile ai principi del diritto civile, come quello della buona fede..












